Beppe Sala, assente ingiustificato

Conferenza stampa

Milano è una macchina meravigliosa che produce da sempre efficienza: il nuovo, il bello, il business, la moda, l’economia. Qui a Milano tutto sembra possibile. Basta volerlo, basta farlo. E i milanesi apprezzano sempre le persone che “fanno” e non si nascondono dietro cavilli burocratici, attribuzioni di merito e tattiche politiche di quart’ordine. Se c’è da fare, si fa. Bene e velocemente.

Ebbene Milano anche in questo momento drammatico ha raccolto una grande sfida . Il Presidente della regione Lombardia Fontana, l’assessore Gallera, l’assessore Caparini e Bertolaso, hanno individuato nella vecchia Fiera un luogo, simbolo storico di questa città, per far nascere in pochi giorni un nuovo ospedale interamente dedicato ai pazienti severamente colpiti dal Coronavirus.
La struttura ospitata nei padiglioni 1 e 2 del Portello sarà pronta nelle prossime ore. Si attendono i respiratori e le altre attrezzature necessarie per garantire almeno 400 posti letto che serviranno per salvare le vite dei milanesi e degli italiani. Ieri si è tenuta la presentazione del progetto alla stampa.

Questo pomeriggio, alla presenza del Presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, il Presidente di Fondazione Fiera Milano, Enrico Pazzali, ha mostrato alla stampa i padiglioni 1 e 2 del Portello a fieramilanocity messi a disposizione per affrontare l’emergenza coronavirus e ha illustrato il prototipo di modulo ospedaliero predisposto da Nolostand, società del Gruppo Fiera Milano Spa, supportata dalla Direzione Tecnica di Fondazione Fiera Milano.
A fronte delle esigenze comunicate da Regione Lombardia, all’interno dei padiglioni 1 e 2, che coprono oltre 25.000 metri quadri di superficie, verranno allestiti questi moduli/container appositamente attrezzati e capaci di ospitare fino a 10 pazienti ognuno, di cui 4 per la terapia intensiva e 6 per quella sub-intensiva, realizzando complessivamente circa 400 posti letto destinati alle cure dei pazienti coinvolti nell’emergenza Covid-19.
Fondazione Fiera Milano intende essere anche in questa circostanza, come da 20 anni a questa parte, a fianco delle Istituzioni e al servizio del territorio – ha ricordato il Presidente di Fondazione Enrico Pazzali – e con questo spirito oggi mette a disposizione esperienza, know how e strutture per affrontare l’emergenza sanitaria in stretto coordinamento con la Regione Lombardia“.

Comunicato Stampa di Fondazione Fiera del 16 Marzo 2020

Poco tempo fa siamo rimasti impressionati di come la Cina sia riuscita a reagire tanto tempestivamente all’emergenza Covid-19 da costruire in pochi giorni una struttura sanitaria importante per creare posti letto per i suoi malati da Coronavirus. Oggi un miracolo simile sta avvenendo anche a Milano. Certo si utilizzerà una struttura già esistente, ma la celerità della risposta e l’intraprendenza messa in campo sono da applaudire senza remore.

Come cittadina milanese mi sento privilegiata di potere abitare a Milano, orgogliosa per il fatto che questa iniziativa potrà aiutare non solo i milanesi, ma sarà aperta ai bisogni dell’Italia intera. Di fronte ad un evento di tale importanza se avessi potuto sarei andata ad abbracciare personalmente i protagonisti di questa vicenda che quotidianamente si dedicano con abnegazione a questa sfida sanitaria e cercano, con ogni mezzo a disposizione, a superare il limite della barriera fisica data dalla cronica mancanza di letti disponibili per la rianimazione.
Stasera 16 marzo guardo le foto pubblicate on line della riunione e sopralluogo di oggi nei locali dell’ ente Fiera  e noto una inspiegabile assenza. Dov’è il sindaco Beppe Sala? Che impegni aveva stamattina per disertare un appuntamento così importante per Milano? Beppe Sala è assente ingiustificato.

I cittadini tutti vorrebbero far sentire la loro presenza e la vicinanza a queste persone che lavorano duro per proteggere la nostra vita e il sindaco dov’è? Chi o cosa sta rappresentando il primo cittadino? Il nulla!
Non si chiedono competenze – che non ha – e nemmeno soldi,che non ha mai voluto scucire, per sostenere una iniziativa di concreta utilità.
Non gli si chiede altro che ciò per cui qualche milione di cittadini milanesi lo sta pagando. Si chiede a Beppe Sala almeno di esserci!
Per certi versi abbiamo tutti apprezzato la sollecitudine con cui ha immediatamente abbracciato la comunità cinese con una delle sue solite colazioni in pubblico. Oggi questo gesto però stride con la sua imbarazzante assenza istituzionale al Portello.
Quando si tratta di abbracciare i milanesi piegati, confusi, disorientati e soprattutto spaventati Beppe Sala è assente ingiustificato. Quando si tratta di dare onore e vanto a  questa straordinaria città Beppe Sala non è in prima linea.

La “Colazione col sindaco” di oggi abbiamo scelto di tenerla al Centro Culturale Cinese, in via Paolo Sarpi. Non solo…

Pubblicato da Beppe Sala su Sabato 8 febbraio 2020
Beppe Sala, 8 febbraio 2020 presso il Centro Culturale Cinese

A conclusione vogliamo lanciare una provocazione: il sindaco ha la possibilità attraverso le partecipate comunali di farsi carico delle utenze di questo presidio ospedaliero? A noi milanesi piacerebbe che le bollette non venissero regalate solo ai centri sociali, ma anche (e soprattutto) a strutture emergenziali come questa che serviranno Milano e l’Italia.
Insomma vogliamo che il sindaco Beppe Sala una volta tanto faccia qualcosa di concreto per Milano.
Non ci sembra di chiedere troppo.

(4) Commenti

  1. Guardando la foto di oggi 17/03/2020 dei big al tavolo della conferenza rabbrividisco: così vicini e tutti senza mascherina!! No, no!! Potevano tenersela sul viso e toglierla solo quando uno alla volta avrebbero parlato

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  2. E Fiera Milano City rinuncierà ad incassare l’affitto della struttura (che stante il decreto non può essere utilizzata essendo vietate fiere e manifestazioni), limitandosi al più ad essere rimborsata delle spese vive?

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  3. L’assenza del Sindaco e’ corente con i suoi elettori , quei probabili abitanti di City Life che certo non gradiscono il Lazzaretto Manzoniano sotto i loro attici o le sirene delle ambulanze giorno e notte a turbare il loro edonismo sociale. .Da quelle parti una simile vicinanza con il Covud-19 disturba psicologicanente i “bravi ragazzi di papa’”. Da quelle parti, i nobili manzoniani, avrebbero chiuso i portoni della citta’. Aggiungerei una possibile svalutazione immobiliare data la vicinanza con quello che sara’ una bomba atomica virale, data la trasversalita’ socio/economica del microscopico killer. .Questo Centro di accoglienza e’ una vittoria del buon senso di destra, non puo’ essere condivisa dal Sindaco in profumo di santita’ cattocomunista, prossimo alla campagna elettorale bruscamente interrotta da quella Tshirt #milanonsiferma quando nella vicinissima Codogno, i cittadini morivano e c’era una situazione allucinante. Il futuro di Milano e’ nelle mani dei veri eroi che sono nelle corsie degli ospedali e meno male perche’ il primo cittadino; al netto di una legittima protezione immunologica personale, ha dimostrato di essere in preda alla dissociazione emotiva.

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