Le pedonalizzazioni e i fans di Maran

Maran

Prendiamo spunto da un post su Facebook di Maran, che di fatto mostra quanto avevamo ragione sul disastro viabilistico e le scontate pedonalizzazioni in periferia che si prospettano dopo l’approvazione della famosa delibera 13, che abbiamo duramente contestato in un articolo apposito.

Tavolini all'aperto: 5 nuove aree pedonali e 21mila mq di permessi già rilasciatiÈ un lavoro davvero pressante quello…

Pubblicato da Pierfrancesco Maran su Martedì 16 giugno 2020

Maran esulta alle nuove pedonalizzazioni, ormai tristemente estese anche in aree periferiche come Via delle Forze Armate, a Baggio.
Una assurdità che va a complicare la viabilità locale sottraendo spazio pubblico ai cittadini per regalarlo a interessi privati (regalarlo per modo di dire perché siamo curiosi di capire come verrà calcolata la TARI su quelle aree).
Una viabilità locale compromessa che non procura nessun vantaggio concreto ai cittadini, ma molti disagi di cui tutti si disinteressano.

Superando questo noioso dibattito a senso unico a noi interessa dare un’occhiata ai commenti che sono stati postati, perché quello che ci interessa è capire come nei cittadini si sia formato un consenso verso questo tipo di azioni e abbiamo scovato alcune interessanti posizioni che riteniamo meritino una breve riflessione che aiuti a capire questo atteggiamento tafazzista di una parte minoritaria dei residenti.
Abbiamo individuato tra i post gli atteggiamenti più diffusi tra i fans di Maran e abbiamo cercato di esporli brevemente qui sotto. Per motivi di privacy gli autori sono stati oscurati (non ci interessa dare contro alle persone, ma solo stigmatizzare certi schemi di pensiero).

Il classista

Post Facebook

Questa è la prima risposta che ci ha profondamente colpito: classismo e disprezzo per i meno abbienti. Racconta una realtà inesistente (per chi conosce la zona) e non si fa nessuno scrupolo a definire le zone per ricchi e quelle per poveri.

L’esterofilo

Il solito mantra: Milano come Oslo. Una città di un milione e quattrocentomila abitanti compressi in 181,67 km² (escluso l’hinterland, la famosa ed evanescente Città Metropolitana che conta ben 3,26 milioni di abitanti) comparata ad una cittadina di 680 (seicentottanta) mila abitanti, cioè meno della metà di Milano, sparpagliati su una superficie di 454 km² (più del doppio del capoluogo milanese). Insomma come paragonare le michette alle brioches. Senza contare che qui si parla di pedonalizzazioni inutili in località periferiche, non del centro. Ma l’ideologia non permette di leggere tutto, alla parola “pedonalizzazione” gli ormoni impazziscono e iniziano a vagheggiare di una Milano con l’aurora boreale. La cosa più grottesca è che guardando il profilo Facebook, chi scrive questo commento manco abita a Milano. Anzi non abita nemmeno in Italia. Però pretende di influenzare i desiderata dei milanesi.

Il gretino

Nonostante la correlazione tra inquinamento (che non deriva prevalentemente dalle auto, ndr) e diffusione del covid 19 sia stata abbondantemente smentita (anche in un nostro articolo), il gretino – nel senso di fan di Greta – non demorde e instilla il dubbio. Con le pedonalizzazioni ci salveremo anche dal Coronavirus!

L’intransigente

C’è chi si lamenta che i tavolini sono sparpagliati ovunque e non si passa nemmeno a piedi (la norma è chiara servono DUE metri per il passaggio pedonale, a tutela soprattutto dei disabili) e l’impavido e intransigente difensore delle scellerate politiche della giunta consiglia di cambiare marciapiede. Suolo pubblico occupato per interessi privati, ma guai a lamentarsene. al massimo ti consigliano di chiamare le forze dell’ordine (giustamente abbiamo tutti tempo da perdere).

L’egoista

Fate quel che volete ma non nel mio parcheggio! Createmi il giardinetto privato, chiudete la città a mio uso e consumo, impedite agli “altri” di rubarmi il posto sotto casa. Basta che io non debba pagare niente, che paghino gli altri e si vergognino anche di pretendere di parcheggiare (a pagamento) nella via pubblica. Mettete i tavolini dove volete, ma non sotto casa mia, non sul mio posto auto. Qualcuno si dimentica che la strada non è un box privato. Avete voluto le strisce blu e i pass residenti? Ora se vi levano i parcheggi non lamentatevi e parcheggiate, pagando, in un altro ambito.

Il virtuoso

E poi c’è lui, il virtuoso, quello che ha la macchina ma non la usa, la lascia sempre in mezzo ai coglioni degli altri, perché la sua auto non occupa spazio, ovviamente, e se lo occupa la cosa è ampiamente compensata dal fatto che non la usa.
Il virtuoso vuole che tutti facciano come lui, che tutti siano in salute, che tutti abbiano le stesse esigenze che ha lui, che tutti la pensino come lui. Perché lui usa la macchina solo quando non esiste una alternativa (tipo quando piove, quando deve andare in camporella con la fidanzata, quando ha il raffreddore, quando fa caldo, quando fa freddo, quando nevica, quando c’è la strada ghiacciata, quando ha fretta, quando deve andare a comprare qualcosa di ingombrante, quando lo decide lui ovviamente. Lui può farlo, gli altri assolutamente no.)

Il cittadino

Ah poi c’è l’ultima categoria: i cittadini. Quelli che subiscono, quelli che non li ascolta nessuno, quelli a cui Maran non si degna manco di rispondere con un rigo – “mi scusi, verifichiamo la situazione reale”.
I cittadini sono quelli incazzati perché a loro viene tolto un diritto: quello del decoro della loro via e di un riposo meritato, quelli che tutti i fenomeni delle categorie sopra non hanno dato manco un cenno di solidarietà per i problemi che lui si è ritrovato sotto casa. Tanto chissenefrega, l’importante è pedonalizzare, lo volete capire? L’importante è paralizzare Milano, in centro in periferia, ovunque, l’importante è fare capire che parcheggiare deve essere un lusso per pochi, che la decenza del quartiere deve esistere solo nel blindatissimo municipio uno, bisogna fare capire che chi abita deve subire in silenzio le decisioni della giunta e di una rumorosa minoranza.

Buona Milano a tutti, scegliete il vostro tavolino finché c’è posto.

In alternativa giocate a Ping Pong, l’assessore Maran ci comunica con orgoglio di avere già «installato in città 36 tavolini da ping pong fondamentali per l’allenamento costante delle atlete ed atleti milanesi, sono tra l’altro diventati un elemento immancabile delle nuove #piazzeaperte.». L’obiettivo dichiarato è vincere una medaglia a tennistavolo alle olimpiadi di Los Angeles 2028. (sic!)

(2) Commenti

  1. Che cosa vuoi rispondere, si sono tutti fusi il Cervello !!! Non essendoci più soldi per comprare una auto nuova non rimane che ripiegare sul “verde” italiano, su una decrescita felice fatta di ruberie agli spazi adibiti allo scorrere delle auto, come se le auto fossero i demoni da stanare e mandare al rogo. Questa è L’IGNORANZA che avanza, che spopola nelle giovani classi analfabete, che dal primordiale VAFFANCULO si sono ritrovate al comando senza sapere che cosa devono fare !!!!

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